Future For Fashion 2026: la responsabilità diventa cultura d’impresa

Ci sono momenti in cui un cambiamento normativo diventa l’occasione per porsi una domanda più ampia: che cosa significa oggi fare impresa nel settore tessile?

È da questa riflessione che ha preso forma il contributo di Cristina Catani, membro del Consiglio di Amministrazione e CFO di Lyria, durante Future For Fashion 2026, il forum promosso da Confindustria Toscana Centro e Costa e dal Centro di Firenze per la Moda Italiana, dedicato quest’anno al tema “Moda: valori, talento ed esperienze”.

In dialogo con Mauro Chezzi, Vicedirettore di Confindustria Moda, l’incontro ha approfondito l’evoluzione della normativa sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e le sue implicazioni per il sistema moda italiano. L’EPR rappresenta uno dei cambiamenti più significativi che il settore tessile si appresta ad affrontare. La normativa attribuisce a chi immette un prodotto sul mercato la responsabilità del suo intero ciclo di vita, dalla progettazione fino alla gestione del fine vita, introducendo nuovi strumenti di tracciabilità, raccolta differenziata e riciclo. Non si tratta soltanto di un adempimento tecnico, ma di un cambio di paradigma che coinvolge l’intera filiera.

 

Per Lyria, tuttavia, molti di questi principi non rappresentano una novità.

La tracciabilità delle materie prime, la ricerca sulla circolarità, l’attenzione alla composizione dei tessuti, la valorizzazione degli scarti produttivi e l’investimento in certificazioni ambientali sono pratiche che fanno parte del modo di lavorare dell’azienda da anni. Non sono nate in risposta a una legge, ma da una precisa idea di responsabilità nei confronti della materia, delle persone e del territorio.

Nella fabbrica laboratorio di Lyria la sostenibilità non coincide con una singola scelta progettuale. È un processo continuo che attraversa ogni fase del lavoro: dalla ricerca sui materiali ai processi produttivi, fino ai progetti di upcycling, alla tracciabilità chimica, all’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili e alla costruzione di una filiera sempre più trasparente. Una visione che considera il tessuto non soltanto come un prodotto, ma come il risultato di una relazione responsabile tra conoscenza, tecnica e cultura.

La nuova normativa rappresenta quindi un’opportunità importante, ma pone anche interrogativi concreti, soprattutto per le piccole e medie imprese che costituiscono il cuore del Made in Italy. Adeguarsi significa investire in sistemi di tracciabilità, passaporti digitali di prodotto, certificazioni e nuovi strumenti di gestione, affrontando costi e complessità che non possono essere ignorati. Affinché la transizione sia realmente efficace, è necessario che sia accompagnata da strumenti condivisi, tempi proporzionati e politiche capaci di sostenere chi sceglie di innovare.

Per Lyria, il futuro della manifattura non si costruisce contrapponendo competitività e responsabilità, ma riconoscendo che oggi sono parte della stessa visione. La sostenibilità non è un traguardo raggiunto una volta per tutte, né una semplice risposta alle richieste del mercato. È una cultura d’impresa che si alimenta attraverso il dialogo, la ricerca e la collaborazione lungo tutta la filiera.

È proprio questo il significato della partecipazione a Future For Fashion 2026: contribuire a una conversazione collettiva sul futuro del tessile, condividendo esperienze e prospettive nella convinzione che l’innovazione più duratura sia quella capace di generare valore per le persone, per il territorio e per le generazioni che verranno.